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Il plicometro Harpenden: misurare il grasso corporeo con lo standard di riferimento

13/7/2026
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Il plicometro Harpenden: misurare il grasso corporeo con lo standard di riferimento

In un'epoca di sensori digitali e app, uno degli strumenti più affidabili per valutare il grasso corporeo è, apparentemente, uno dei più semplici: un calibro di precisione che misura lo spessore di una piega della pelle. Stiamo parlando del plicometro Harpenden, considerato da decenni lo strumento di riferimento per la plicometria. Nel nostro studio lo utilizziamo perché, se usato correttamente, offre un dato prezioso, ripetibile e a costo contenuto.

Che cos'è la plicometria

La plicometria è una metodica di valutazione della composizione corporea che stima la quantità di grasso misurando lo spessore del tessuto adiposo sottocutaneo, cioè il grasso appena sotto la pelle. Il principio si basa su una constatazione: una parte consistente del grasso corporeo si deposita proprio sotto la cute, e la sua misura in punti standardizzati del corpo è correlata alla quantità di grasso complessiva.

Con il plicometro si "pizzica" delicatamente una piega cutanea in sedi precise — ad esempio tricipite, zona sottoscapolare e sovrailiaca — e se ne misura lo spessore in millimetri. È un esame rapido, non invasivo e privo di controindicazioni.

Come funziona il plicometro Harpenden

Ciò che distingue l'Harpenden dai comuni calibri è la sua ingegneria di precisione. Sviluppato negli anni '50 dall'antropologo James Tanner, questo strumento prodotto in UK ha fissato uno standard di accuratezza mai eguagliato dai modelli più economici.

La sua caratteristica più importante è il sistema a pressione costante: le ganasce esercitano esattamente 10 g/mm² su tutta l'escursione di misura (0–80 mm), indipendentemente da chi lo utilizza e dallo spessore della plica. Questo elimina una delle principali fonti di errore della plicometria: la pressione variabile applicata dall'operatore.

A questo si aggiunge una risoluzione elevatissima: lo strumento apprezza variazioni di 0,2 mm e può essere letto fino al decimo di millimetro, con una ripetibilità eccellente. Non a caso l'Harpenden è l'unico plicometro certificato come dispositivo medico ed è adottato come strumento di riferimento (criterion instrument) dall'International Society for the Advancement of Kinanthropometry (ISAK), l'organismo internazionale che definisce gli standard della misurazione antropometrica.

Cosa si ottiene: dallo spessore alla percentuale di grasso

La misura grezza dell'esame è lo spessore delle pieghe nelle diverse sedi. Da questi valori si ricavano informazioni di grande utilità:

- La somma delle pliche, che di per sé è un ottimo indicatore da monitorare nel tempo.

- La stima della percentuale di grasso corporeo, ottenuta applicando equazioni predittive validate. Le più utilizzate sono quelle di Durnin e Womersley (basate su quattro pliche, 1974) e di Jackson e Pollock(1978): a partire dalla somma delle pliche, dall'età e dal sesso stimano la densità corporea e, di conseguenza, la percentuale di massa grassa.

- La distribuzione regionale del grasso, poiché misurando sedi diverse si può osservare dove il grasso si accumula o si riduce.

È importante ricordare che si tratta di stime: le equazioni derivano da modelli statistici e restano approssimazioni, per quanto validate. Il loro valore maggiore emerge nel monitoraggio dell'andamento nel tempo, più che nel singolo numero assoluto.

I punti di forza come strumento di riferimento

Ciò che rende il plicometro Harpenden uno strumento di alto livello, ancora insostituibile in molti contesti:

- Standard di riferimento ISAK: è lo strumento di riferimento della comunità antropometrica internazionale.

- Pressione costante di 10 g/mm²: elimina la variabilità di pressione, una delle principali cause di errore.

- Precisione e ripetibilità: risoluzione di 0,2 mm e lettura fino al decimo di millimetro.

- Robustezza e durata: uno strumento meccanico affidabile per anni, con calibrazione tracciabile.

- Costo contenuto e portabilità: nessuna dipendenza da elettronica o consumabili, ideale per il monitoraggio ripetuto.

Va detto con onestà che la plicometria è operatore-dipendente: la qualità del dato dipende dalla corretta individuazione delle sedi e dalla tecnica di misura. Per questo è fondamentale che l'esame sia eseguito da un professionista formato, seguendo protocolli standardizzati. È proprio la competenza dell'operatore a trasformare un metodo semplice in una misura scientificamente affidabile.

Un tassello che completa la valutazione

La plicometria aggiunge una prospettiva diretta e concreta al monitoraggio nutrizionale: la misura del grasso sottocutaneo e della sua distribuzione. Come sempre, il valore di uno strumento non sta nel numero che produce, ma nel modo in cui viene interpretato all'interno di un percorso. Nel nostro studio la plicometria è uno dei tasselli di una valutazione fondata sull'evidenza e realmente su misura della persona.

Bibliografia

1. Durnin, J. V. G. A., & Womersley, J. (1974). Body fat assessed from total body density and its estimation from skinfold thickness: measurements on 481 men and women aged from 16 to 72 years. British Journal of Nutrition, 32(1), 77–97. https://doi.org/10.1079/BJN19740060

2. Jackson, A. S., & Pollock, M. L. (1978). Generalized equations for predicting body density of men. British Journal of Nutrition, 40(3), 497–504. https://doi.org/10.1079/BJN19780152

3. Stewart, A., Marfell-Jones, M., Olds, T., & de Ridder, H. (2011). International Standards for Anthropometric Assessment. ISAK (International Society for the Advancement of Kinanthropometry), Lower Hutt, New Zealand.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere di un professionista della nutrizione. La plicometria è una metodica operatore-dipendente la cui esecuzione e interpretazione richiedono uno specialista formato.

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